Banner

DAVID ORBAN

David Orban imprenditore high-tech è un visionario e studioso tra i più ascoltati del panorama tecnologico globale.

david_orban_head

“Internet e la tecnologia proseguiranno, con nuove applicazioni, a migliorare la nostra vita finché durerà il desiderio di approfondire la conoscenza”, la direzione tracciata da David Orban in questa sua dichiarazione è chiara e diretta.
Tra i fondatori di dotSUB, David è un imprenditore ungherese che si divide tra l’Italia, New York e la California. La sua attività imprenditoriale è seguita a breve distanza dal suo impegno come advisor e docente presso la Singularity University finanziata da Google e dalla NASA, ma una delle cose che abbiamo più apprezzato in lui è la semplicità e la sua capacità visionaria che lo porta continuamente in giro per il mondo come conferenziere.

Ciao David, sei un imprenditore che opera nel campo delle nuove tecnologie con base a New York. Cosa ci fa uno come te spesso in Italia?

In Italia ho moglie e tre figli, quindi faccio il pendolare tra Milano e New York, con frequenti viaggi anche in California o nelle capitali europee. Chiunque oggi faccia l’imprenditore nel mondo high-tech, fa bene a rendersi indipendente da un preciso luogo geografico e approfittare in modo molto pratico di quello che il mondo globalizzato offre.

Ma l’Italia che appeal ha nel settore in cui operi tu? Viene considerata spesso un luogo “vecchio” e poco tecnologico...

L’Italia ha dimostrato in passato di saper innovare e anche oggi ha la possibilità di farlo, se lo sceglie. Non c’è niente di intrinsecamente vecchio o poco tecnologico in una nazione. Sono le persone che si rendono conto del beneficio che la tecnologia può dare che decidono di investirvi e di fare leva sui suoi effetti di moltiplicazione.
Sicuramente oggi in Italia ci sono persone, anche con molta considerazione nel mondo della cultura, dello spettacolo o della politica, che demonizzano la tecnologia e ipocritamente la additano come presunta fonte di minacce, senza offrire nessuna indicazione alternativa.
E’ importante quindi che ci sia un confronto anche polemico con questi gruppi: da una parte perché la qualità elevata della vita attuale, anche solo confrontata con quella di cinquanta anni fa grazie a vaccini e antibiotici, è aumentata di tantissimo. Dall’altra perché la ricerca di soluzioni innovative a problemi attuali e futuri può solo venire da una ricca serie di tentativi, che falliscono per definizione, prima di trovare che cosa può funzionare

Di cosa si occupa la tua dotSUB?

dotSUB offre una piattaforma basata su web che permette di collaborare on line per sottotitolare i video su internet. Secondo una ricerca di CISCO oltre il 90% della banda di connessione internet nel 2015 sarà assorbita dal video che io considero oggi il mezzo di comunicazione dalla massima larghezza di banda emotiva. dotSUB permette di rendere questa fondamentale risorsa accessibile ai motori di ricerca, non solamente attraverso l’indicizzazione dei titoli dei video e di una breve descrizione, ma attraverso tutte le parole che vi vengono pronunciate. I video vengono così ritrovati più facilmente e con maggiore precisione e i sottotitoli tradotti permettono di accedere anche a contenuti originariamente in una lingua che non parliamo, aprendo un catalogo virtuale di conoscenza e di comunicazione enorme.
I clienti di dotSUB sono grandi aziende, come Adobe, Bank of America, Johnson & Johnson, Symantec, World Bank, importanti istituzioni come Stanford University, Udacity, etc. , ma la piattaforma è accessibile gratuitamente a chiunque.
Si può caricare gratuitamente un video su dotSUB, effettuarne la sottotitolazione e traduzione e diffonderla direttamente oppure integrandolo con un canale su YouTube. I benefici di dotSUB si estendono oltre al web su cellulari, tablet, distribuzione satellitare o smart tv e permettono a chiunque di trarre il meglio dai video on line.

La tecnologia e internet dove ci stanno portando?

Possiamo e dobbiamo continuare a cercare di tracciare un percorso futuro, proiettando quello che noi pensiamo possano essere le conseguenze delle nostre azioni attuali. Questa necessaria attività di previsione non potrà che essere approssimata e produrrà spesso errori. Per questo è importante tenere traccia delle nostre previsioni, ritornarci sopra e confrontarle con la realtà.
Lo sviluppo delle conoscenze che abbiamo del mondo, applicate alle tecnologie disponibili, ha permesso all’umanità di risolvere problemi, migliorare la qualità della vita e occupare, unica specie, tutte le nicchie ecologiche sul pianeta. Nell’ultimo secolo e mezzo il cambiamento tecnologico è stato ancora più evidente e oggi viene percepito da tutti e da molti viene preso per scontato. Ma naturalmente scontato non è, bensì è il risultato di uno sforzo distribuito tra gruppi di ricerca, università, industrie su tutto il mondo.
Internet e la tecnologia proseguiranno, con nuove applicazioni, a migliorare la nostra vita finché durerà questo investimento e il desiderio di approfondire la conoscenza.

Le relazioni sociali pensi si consumeranno esclusivamente sul web o la vecchia "piazza" cittadina europea avrà ancora senso di esistere?

Gli anni in cui il computer viveva sulla scrivania sono finiti, così come quelli in cui viveva come “cervello elettronico” in stanze chiuse ad aria condizionata. Oggi i computer più avanzati sono quelli che abbiamo in tasca, i telefoni cellulari che, collegati ai data center, ci offrono applicazioni sempre più potenti. Se c’era chi aveva paura che il computer portasse al progressivo isolamento sociale, oggi si può essere sicuri che, attraverso i cellulari, usiamo sì il computer per comunicare, ma anche per incontrarci di più, per sapere chi è dove, quali sono i suoi interessi e come possiamo collaborare e intrecciare le nostre attività.
L’incontro fisico tra le persone è prezioso, privilegiato e sarà aiutato, supportato e reso ancora più determinante dall’aiuto che i computer, i cellulari ci daranno.

Cos’è Singularity University?

L’accelerazione del cambiamento tecnologico va non solo previsto e osservato, ma anche analizzato e guidato. E’ questo lo scopo della Singularity University , nata presso il centro di ricerca NASA Ames in California e sponsorizzato da Google e dalla NASA, dove sono docente e advisor. Organizza corsi estivi di 10 settimane per 80 studenti provenienti da tutto il mondo. Da poco ci sono delle attività anche in Italia, in collaborazione con Intesa Sanpaolo e con Axelera che ha indetto un concorso per un posto con una borsa di studio a copertura totale dei costi di partecipazione.

Internet potrà aiutare questo pianeta a sopravvivere all’impatto che 7 miliardi di persone hanno su di esso?

Internet sarà sicuramente parte della soluzione. Con l’aumento dell’efficienza e della velocità di comunicazione, con le nuove applicazioni di collaborazione on line a livello globale.

In che direzione deve muoversi l’Italia per essere più competitiva?

Non c’è sicuramente una ricetta universale. Da una parte una nazione in un mondo globalizzato deve investire in una progressiva specializzazione nei punti di forza che ha o che può pensare di sviluppare. Dall’altra parte è strategicamente comunque necessario mantenere una capacità autonoma in quasi ogni settore vitale.
L’informatica, internet, il commercio elettronico sono sicuramente sotto-utilizzati come strumenti a tutti i livelli. Le produzioni artigianali locali di alta qualità dei distretti italiani potrebbero ricevere una visibilità e un’accoglienza molto superiori in tanti mercati del mondo se fossero in grado di promuoversi correttamente e adattarsi velocemente rispondendo alle richieste del mercato. Il turismo non può essere visto come un settore scontato, dove non c’è da investire, tanto è garantita l’affluenza di visitatori. Le aspettative di qualità media si stanno alzando e troppo spesso l’offerta italiana non è evoluta di pari passo con quella di altri paesi. Molti settori tradizionalmente di produzione manifatturiera si stanno trasformando in industrie di servizi: dall’acquisto dell’automobile al noleggio a lungo termine; dalla vendita di caldaie alla gestione del profilo energetico di un’abitazione; rafforzare quindi le capacità di analisi e di configurazione di offerte complesse che seguono i clienti in un rapporto duraturo può essere un ottimo metodo di strategia competitiva.

Pensi che paesi come la Cina nel prossimo presente avranno il monopolio dell’high-tech?

Sicuramente non sarà così. Oggi la Cina è vista da molti sul campo produttivo e commerciale come una minaccia irrefrenabile. Ma la sua crescita sulla scena mondiale non potrà essere illimitata. L’aumento della qualità di vita locale e l’ampliarsi di un ceto medio porterà ad un aumento del costo della manodopera e lo svilupparsi di un mercato interno che potrà assorbire parte della produzione. Molte energie e attenzione dovranno essere spese nel miglioramento delle condizioni dell’ambiente che, se lasciato degradare ai tassi attuali, porterà a conseguenze disastrose non solo in campo economico ma ad un sempre più ampio e tragico impatto per gli abitanti.
L’opportunità della Cina è quella di passare da un produttore passivo di ordinazioni ad una fonte innovativa di soluzioni e lo sta già facendo in molti campi. Trasporti elettrici, biciclette, motociclette ed automobili. Elettronica sia di consumo che infrastrutturale. Potenzialmente, su tempi più lunghi, reattori nucleari di nuova concezione. Sono solo alcuni settori in cui la Cina ha la possibilità di offrire prodotti e servizi di grande prospettiva per il mercato interno e anche mondiale.

Cosa è veramente innovativo oggi?

La capacità dell’individuo di raccogliere, analizzare e comunicare segnali in modo da massimizzare l’impatto e il raggio d’azione è senza precedenti. La scienza, l’economia e la politica stanno tutte reagendo a questa nuova realtà, spesso a fatica. La napsterizzazione (neologismo da Napster ) di questi settori, similmente ai cambiamenti che la comunicazione tra pari ha portato nel campo della musica, richiederà una capacità di adattamento che va oltre quelle che le strutture attuali sono in grado di esprimere. Ci saranno quindi tanti scontri tra il nuovo e il vecchio e in ogni campo che sappia velocemente abbracciare il nuovo, le innovazioni che seguiranno dalla nuova organizzazione saranno inaspettate e numerose.

Quanto conta la creatività nel settore delle nuove tecnologie?

La digitalizzazione della società è appena cominciata. L’informatica, relegata in una serie di settori limitati, oggi è una marea dirompente che abilita la trasformazione di tutti i settori della vita sociale e personale, dalla produzione e distribuzione dell’energia ai trasporti, alla medicina e biologia, l’intrattenimento e la socializzazione, l’educazione e la politica. La capacità di combinare in modo nuovo elementi pre-esistenti e nuovi è imprescindibile e spesso da un livello quantitativo di combinazioni si passa attraverso effetti di secondo ordine inaspettati a cambiamenti qualitativi radicali. Guardando indietro questi sembrano naturali e quasi necessari e imprescindibili, mentre erano radicali sono qualche momento prima. La buona notizia è che questa necessaria creatività si può coltivare e che può dare risultati che, se non proprio organizzati a livello industriale, si possono diffondere e incentivare a livello sistemico.

Qual è l’ultimo libro o ebook che hai acquistato?

Da molti anni leggo libri elettronici e su carta solo occasionalmente, tanto che ho cominciato a regalare via i miei libri su carta. Sono tanti, quindi ci metterò un po’: ho cominciato a portarli alla Singularity University e a mandarli anche uno a uno a persone in Romania, Giappone, Turchia, Inghilterra oppure a chi viene ospite da me. Se i vostri lettori hanno voglia possono contattarmi per ricevere miei libri!
Gli ultimi ebook che ho comprato sono “Free Will” di Sam Harris, di cui raccomando anche “The Moral Landscape” e “The End of Faith”, “The Children of the Sky” di Vernor Vinge, l’immancabile “Steve Jobs” di Walter Isaacson, “Distrust That Particular Flavor” di William Gibson, “What Technology Wants” di Kevin Kelly...

 

 

INTERVISTE CORRELATE
LEANDRO AGRO'. Guru italiano dell'high-tech...
FABRIZIO CAPOBIANCO. Imprenditore e ingegnere high-tech...
LUISA CAPELLI. Editore, insegnante e antropologa...
ALEX ORLOWSKI. Tra i maggiori esperti di video virali...
LUCIO ARGANO. Manager culturale...

ABBONATI AD ANDY MAGAZINE

 

©Andy Magazine 2011. Tutti i diritti riservati.
E' vietato riprodurre anche piccole parti dell'intervista senza l'autorizzazione scritta dell'Editore.

 


Intervista: Vincenzo Violi
Soggetto: David Orban
Luogo: Milano-New York
Foto: Stefania D'Ambrosio
Web: www.davidorban.com

david_orban_1 david_orban_2 david_orban_3 david_orban_4

Share |
facebook_icontwitter_icon
Banner

News

Luca Zaramella su Radio Classica venerdì 26 maggio alle ore 11 parlerà di 'Come Hell Or Hight Water' di Filippo Cosentino e Federica Gennai

Francesco Orio Trio il 17 Luglio ad Aarhus Jazz Festival per il 12 Points il contest più importante d'Europa

Francesco Orio Trio il 4 novembre presenta in prima nazionale 'Causality Chance Need' al Teatro San Domenico (CR)

Newsletter

Cerca

Banner