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“INDIE-PENDENTI”. GLI ABISSI DELLA MUSICA EMERGENTE IN ITALIA

Non esiste solo la musica di massa. Orecchie puntate sulle nuove band del panorama "indie" del nostro Belpaese. [DEJANIRA BADA]

woodstock

di Dejanira Bada

Eppure c'è un mondo là fuori, un mondo che poi tanto sommerso non è. Se nelle vostre città ogni tanto vi capita di uscire anche durante la settimana oltre che nel week-end, consigliamo a tutti coloro che non lo avessero ancora mai fatto, di iniziare a frequentare i circoli Arci (quelli rimasti, che ancora non sono stati chiusi) o locali che offrono musica dal vivo. Se siete alla ricerca di nuovi suoni e di nuova musica ne rimarrete piacevolmente stupiti. Vi ritroverete sommersi in una dimensione tutta nuova e molto affascinante, che potremmo definire underground, composta da migliaia di gruppi che compongono canzoni e che scrivono testi. Non sono soltanto cantautori, ma anche ragazzi che hanno dato vita ad una band e che suonano rock, electro-pop o altri generi musicali.
La maggior parte delle persone – e forse qualche critico musicale che non sapeva bene in che categoria inserirli – ha iniziato a definirli “indie” appellativo più odiato che amato, ma che indubbiamente ha aiutato a riconoscere questi gruppi, definiti tali soltanto perché pubblicano dischi con le etichette indipendenti e non con le major, quest’ultimo un settore a dir poco in crisi ormai da anni.
Con il termine “indie” però, questi gruppi intendono distinguersi anche dalla musica commerciale e mainstream, cosa che vale sia per la musica italiana che quella internazionale (vedi gruppi come Il Genio, Marta Sui Tubi, Le luci della centrale elettrica, i Ministri per l’Italia e i dEUS, gli Interpol, The Strokes, The Kills per l’estero). Un’alternativa al pop e alla musica di massa, anche se molti dei gruppi indipendenti, una volta raggiunto il successo, vengono assorbiti e “acquistati” dalle grandi case discografiche.
Altri luoghi “misteriosi” dove potrete venire a conoscenza di un’infinità di altre band ai più sconosciute, sono i concorsi e i festival di musica indipendente, quasi meno rari da trovare rispetto ai locali che offrono musica live.
Nonostante Myspace stia morendo, le band del panorama emergente usano ancora questo social network, molto più di Facebook, perché dà loro la possibilità di caricare i propri brani e di diffonderli gratis agli utenti. In realtà Myspace, dopo l'avvento del social di Zuckerberg, ha perso milioni di iscritti e ha rischiato quasi la chiusura, ma secondo noi è tornato semplicemente a svolgere la sua mansione principale e cioè la musica, materia sulla quale dovrebbe investire tutte le proprie risorse.
Insomma, se siete stanchi di farvi fare il lavaggio del cervello da radio e televisione, che reclutano nuovi artisti soltanto con i Talent show e che vi impongono cosa ascoltare, potete iniziare a rimpossessarvi della vostra mente e del vostro gusto musicale in parecchi modi. Molti dei gruppi che sentirete suonare in questi locali sicuramente non li avrete mai sentiti nemmeno nominare ed altri non vi piaceranno, ma almeno avrete potuto ascoltare qualcosa di diverso.
In Italia ci sono migliaia di gruppi che hanno deciso di fare la gavetta suonando gratis nei locali per farsi conoscere, anziché intraprendere delle scorciatoie. Questo tipo di band ci tengono a farsi strada da sole e non vogliono suonare cover o testi e musiche scritti da altri, ma soprattutto hanno a cuore di mantenere intatta la propria identità e non hanno nessuna intenzione di diventare un prodotto preparato a tavolino e venduto negli scaffali dei negozi di dischi come merce da supermarket.
Per concludere, dare ai giovani e ai gruppi emergenti più spazi dove suonare, dare loro la possibilità di essere ascoltati - anche se la maggior parte di loro da grande non diventerà un musicista di professione ma magari un impiegato – e dare loro la possibilità di esprimersi e di divertirsi, coltivando uno splendido hobby come la musica, andrà ad arricchire le nostre città e il panorama della musica italiana, che sembra un paesaggio ormai vecchio e quasi disabitato, dove si aggirano solamente canzoni di scarsa qualità oppure legate inesorabilmente al passato. Un passato che rimane tale perché non gli viene data la possibilità di rinnovarsi, perché il nuovo troppo spesso desta solo sfiducia e paura, soprattutto se lasciato in mano alle nuove generazioni.

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Commenti  

 
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