
È la terza città francofona al mondo come numero di abitanti dopo Kinshasa, che a sua volta è preceduta da Parigi. Città dal grande fascino Montréal più affettuosamente chiamata in francese la Métropole. Ha dato i natali al grande Leonard Cohen, poeta e cantante senza confini, basti pensare alla sua Suzanne cantata anche dal nostro Fabrizio De André. Canzone che gli fu ispirata dalla figura della ballerina Suzanne Verdal, moglie dello scultore Armand Vaillancourt.
Sempre a Montréal ha visto i natali nel 1970 un altro scultore, Michel de Broin. Figura molto interessante e poco conosciuta in Italia, oggi vive e lavora a Londra vera capitale europea dell’arte contemporanea. I progetti artistici di Michel sono delle vere e proprie sfide sia perché realizzati con materiali diversi sia perché rappresentano una vera e propria aspirazione utopica. Opere spesso giocose e scherzose, ma in grado sempre di suscitare e stimolare in colui che le osserva delle riflessioni.
La Harvard Business Review Italia ha usato le immagini delle opere di Michel per illustrare il primo numero della nuova edizione. Seguo HBR sin dal primo numero e debbo dire che il lavoro svolto dal suo direttore Enrico Sasson è davvero encomiabile ed in linea con la sua grande professionalità e competenza. HBR è più di una rivista, è una guida, un contenitore di idee e possibili soluzioni che vanno attentamente seguite e studiate. E poi debbo dire sinceramente che questa nuova edizione è davvero gradevole anche alla vista. Cosa voglio di più? Leggo di strategie e nello stesso tempo arricchisco la mia anima osservando incuriosito le opere di un grande artista contemporaneo.
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