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TRA DUE MARI

Il titolo mi ha appassionato subito. Anche se, vi confesso che in realtà ho comprato tutti i romanzi di Carmine Abate per motivi di lavoro. No no, state tranquilli non ho velleità letterarie tanto meno “critiche”. Mi vengono i brividi solo a pensarci. Semplicemente mi interessava approfondire la sua scrittura, le tematiche trattate, le ambientazioni, la psicologia dei suoi personaggi.
NON MI HA DELUSO. Uno scrittore tra i più interessanti del panorama letterario contemporaneo. Naturalmente è un mio giudizio e pertanto vale quel che vale. Quella narrata è una storia di amicizia, un legame di famiglia.
Questo è quello che appare. In realtà è molto di più. E’ un romanzo molto intimo che racconta il carattere, la caparbietà, l’orgoglio di un uomo e della sua gente. E poi la luce, i profumi, il blu del mare e del cielo, la polvere, la terra, la fatica, le allusioni, i rimandi, i sottintesi e poi il Fondaco del Fico… IO HO VISTO TUTTO. E non è un eufemismo. Quella è luce che mi acceca, quelli sono profumi che sento, quelle sono parole famigliari, quella è gente che conosco. Quella è la mia terra.

 

IL BAFFO E IL CUORE

Adoro questo logotipo. Ecco!!! Sono certo che qualcuno sta storcendo il naso. Perché? E’ evidente!! Per chi ancora non lo sapesse l’ho commissionato io e se ciò non bastasse è stato realizzato da Stefano Ciannamea, Art director di Andy. D’accordo, lo ammetto. Sono di parte. Ma oggettivamente guardatelo, ammiratelo nella sua essenzialità, è la sintesi perfetta dei contenuti del progetto musicale che rappresenta. E che curve!!!

www.cileamonamour.com
www.myspace.com/cileamonamour

 

ANGELO DELLA MATTINA

Angelo della mattina
risvegliami ancora
per la nuova fulgente aurora
che s’arrossa sull’orizzonte o s’incrina.
Io sono uno strano mendicante
che chiede amore e parole,
sono un solitario emigrante
verso le terre della luce e del sole.
Vienimi coi tuoi fulgori,
angelo che non ristai,
coi tuoi infiniti fulgori
colle movenze che tu sai,
e crescimi delle meraviglie,
di quanto raccogli negli occhi neri,
degli infiniti misteri
che tu celi dentro l’arco dei cigli.
Fammi conoscere ciò che tu conosci
i riflessi della tua bocca chiara;
mutevolmente nel mio cuore già amara
è una musica una magica forma,
in una pioggia che scrosci.


Il primo incontro con i versi di questo poeta lo feci nel 1987. Ero troppo giovane per capire. Malgrado ciò non
mi lasciò più. Lorenzo Calogero attende ancora di essere collocato nella parte più alta della letteratura italiana
del ‘900. Nato il 28 maggio del 1910 a Melicuccà vi morì il 25 marzo 1961. Accanto al suo corpo venne trovato
un bigliettino con su scritto “Vi prego di non essere sotterrato vivo”.

 

ROSARIO

L’altro giorno stavo leggendo un testo su Fabian Marcaccio. Vi domanderete chi sia.
Si tratta di un artista contemporaneo che stimo molto. La sua ricerca mi affascina. Non sto qui a commentare il testo, anzi ho difficoltà a dargli semplicemente una definizione. Però pensandoci meglio mi sento di dire che era mediocre e privo di alcuna concretezza. Questi critici sono una categoria curiosa, le loro “pippe mentali” sono quasi insuperabili, per fortuna ogni tanto si incontra qualcuno che esce dal mucchio, che si differenzia, ma ahimè non era questo il caso. Scusate la mia digressione. Dicevo… Fabian Marcaccio artista rosarino con studi in filosofia, oggi vive e lavora a New York. Ma il punto è Rosario, Santa Fe, Argentina. Lì è primavera, come tutti i luoghi sotto l’equatore le stagioni sono invertite. La città si affaccia sul Paranà, è cosmopolita e vi vivono i miei cugini. 11000 mila chilometri è la distanza che ci separa. Federico è da 13 anni che non lo vedo, Marisa da 11. Quanta distanza, quanto tempo, quanti ricordi!!! Ma Rosario è anche la città di Lucio Fontana e di Ernesto Che Guevara. Che dire?
Il padre dello Spazialismo e il più grande rivoluzionario del secolo scorso. VIVA ROSARIO!!!

 

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