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ERBA CIPOLLINA

A proposito di erbe. Adesso vi confesso una cosa. Da qualche anno mi sono convinto di realizzare un orto medievale e dedicarmi alla coltivazione di piante aromatiche ed officinali. L’ultimo impianto fatto è stato di
ALLIUM SCHOENOPRASUM volgarmente noto come erba cipollina. Vi confido che la cosa che più mi ha attratto è l’infiorescenza estiva di colore rosa-lilla.

 

TUTTI CON IL 9

1909
Pubblicazione su Le Figaro del MANIFESTO DEL FUTURISMO
1919
L’AFGANISTAN diventa indipendente dalla Gran Bretagna
1929
CROLLO di Wall Street
1939
Prima edizione del concorso MISS ITALIA
1949
Nascita della REPUBBLICA POPOLARE CINESE
1959
L’anno che cambiò il JAZZ
1969
Sara e Luigi Barone accolgono con cautela l’arrivo del loro PRIMOGENITO
1979
Woody Allen scrive e dirige MANHATTAN
1989
Caduta del MURO DI BERLINO
1999
Fine di un Millennio
2009
Nasce ANDY MAGAZINE ;)

 

SONO ANDATO AL CINEMA

Ho visto l’ultimo film di Allan Stewart Königsberg. Era da qualche film che mi mancava. Qui l’ho ritrovato. Il fatto è che adoro la sua ironia, il suo stile celebrale e raffinato, la capacità di affrontare temi quali la crisi esistenziale degli intellettuali, le riflessioni sull’ebraismo, la psicoanalisi, la religione, il sesso, che si ritrovano nei suoi migliori film.
Io credo che lui sia convinto di essere un GENIO. Una filmografia ricchissima la sua, quasi un film all’anno.
Quelli che adoro sono stati realizzati alla fine degli anni ’60 e negli anni ’70, vi sono titoli per me irrinunciabili, capolavori che contengono decine di battute che vorrei mandare a memoria. Come sempre ci provo ma i risultati sono pessimi. Poi c’era lui a rendere le cose più affascinati e uniche. Insomma io ho sempre identificato un film di Königsberg con Königsberg attore. Tutte le volte che non è stato così, credetemi è stata una delusione. Questa volta
no! Vedere sul grande schermo Larry David è stato come vedere il vecchio e caro Allan Stewart Königsberg con tutti i suoi tic. Mi sono detto, non c’è lui? Ok, basta che funzioni.

 

1969 MILES

Maledizione!!! Ho perso i miei appunti, non li trovo!!! Eppure erano qui, non ricordo più in quale file ma c’erano. Sono anche in ritardo con la consegna del materiale, non ci voleva.
Questo notebook è la mia croce e la mia delizia.Pazienza. Ok… ricomincio.19 agosto 1969… mhhhhhhh, ah si!!! E’ il primo giorno di registrazione di BITCHES BREW di Miles Davis. La prima di tre sessioni che porteranno alla pubblicazione di unalbum che rappresenta il momento in cui i rapporti tra jazz e rock diventano più “intimi” e che porteranno a quel genere musicale conosciuto come fusion.
AFFASCINANTE IL 1969.
Pensate, pochi giorni prima si era consumato Woodstock e poi le rivolte studentesche, il Vietnam, Easy Rider che epoca!!!
Da quel momento tutto sarà diverso. Quell’anno negli Stati Uniti il Newport Jazz Festival si apriva al pop, la stessa cosa succedeva in Europa, a Parigi con il Festival
Actuel. E’ chiaro che Miles sentiva le cose, aveva compreso che era il momento, così l’istrione cambiò di nuovo. Da una parte Woodstock, dall’altra lui, solo contro tutti.
Abbigliamento freak e hippy e nuova band che lo portò a conquistare un nuovo pubblico grazie al quale vinse il suo primo disco d’oro.
E la cover? Dove la vogliamo mettere? Come non ricordare la specificità della copertina che dichiarava al
mondo intero la diversità di quello che conteneva. Fu uno shock per i “ben pensanti”. Molte le allusioni: l’Africa, le donne, la droga. Tutti portano a Miles. Certo trovo molto
curioso il fatto che fu disegnata da un bianco. Lui che sottolineava sempre la condizione di emarginazione dei neri e denunciava quella comoda dei bianchi. C’è da dire anche che con questo disco il caro Miles mandò a casa i suoi vecchi musicisti e diede vita ad una nuova band, dove oltre agli strumenti elettrici entrarono anche i musicisti bianchi. Una copertina intima, intrisa di erotismo, molto pop, opera dell’artista visionario Abdul Mati Klarwein.
Pensate, appena pochi mesi dopo firmò anche la cover dell’album “Abraxas” di Carlos Santana. Credo che il suo
egocentrismo da quel momento toccò vette elevatissime. Dopo tutto come dargli torto, aveva contribuito con la comunicazione creata dal suo estro artistico al successo di due dischi che fanno parte della storia della musica.
Due raccomandazioni. Potete anche non seguirle, chi se ne frega!!! La prima: comprate e leggete il numero 53 di Jazzit, troverete una vera e propria monografia degna di
un saggio su Woodstock e Bitches Brew. La seconda: andate al cinema e godetevi Motel Woodstock, fregandovene
della critica. Infine, una confessione: mentre scrivo sto ascoltando Elusive Creatures di Michael Rosen, niente di più lontano dal Miles elettrico. Ahahaha!!!

 

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