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GIACOMO MANTOVANI

Giacomo Mantovani è un giovane regista di grande talento che ha scelto Londra per concretizzare i suoi obiettivi.

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Giacomo Mantovani è un regista di grande talento e forte personalità. Dopo gli studi veneziani si è trasferito a Londra dove ha fondato insieme a Cristina, suo grande amore, la casa di produzione Avant-garde Pictures con cui ha prodotto Political Asylum che ha vinto il primo premio del contest Creativi per Costituzione.

La tua avventura inizia da Venezia…

Dopo le superiori avrei voluto studiare cinema a Roma ma l’università costava una fortuna e pur avendo ottenuto una borsa di studio non sarei comunque riuscito a permettermi un alloggio nella Capitale. Per questo motivo e perchè mia madre viveva a soli 50 km da Venezia, alla fine scelsi l’Accademia di Belle Arti di quella città. Il primo anno l’ho fatto da pendolare, andando avanti e indietro sei giorni su sette alla settimana. Mentre il secondo anno avendo accumulato un po’ di soldi, riuscì a trasferirmi nella città lagunare.

Da Venezia a Londra. Cosa ti ha spinto a fare questa scelta?

Durante l’ultimo anno di Accademia iniziai a pensare seriamente a cosa fare dopo, così decisi di investire le mie risorse e le mie energie in un cortometraggio di 15 minuti dal titolo “Paranoico” da presentare come tesi finale. La post-produzione durò un intero anno, mi laureai nel febbraio 2008 con 110 e lode (e calcio in culo accademico). Dopo la laurea iniziai a cercare opportunità di lavoro vicino a Venezia. Ricordo ancora il giorno in cui incontrai il produttore di Mestiere Cinema, fu lui il primo ad appoggiare la mia idea di emigrare a Londra dato che già all’ora il cinema in Italia era messo abbastanza male. Uno dei passaggi più incisivi del suo discorso fu: <<…qui in Italia purtroppo non c'è molto margine per avanzare di carriera, mentre una volta potevi iniziare come runner e pian piano arrivavi a fare il regista, adesso o conosci qualcuno che conta oppure resti come sei >>. Non spesi un momento di più, e non ci pensai una seconda volta, decisi di sistemare le mie cose ed andare a vivere a Londra.

Che significa essere un giovane regista italiano a Londra ?

Londra è una città fantastica, piena di scorci evocativi, ricca di vita e di persone venute da ogni dove per realizzare il proprio sogno. Penso che fra le tante capitali sia il posto migliore per gente creativa e di talento. Noi siamo arrivati in uno dei peggiori momenti di crisi di questo secolo quindi, se inseguire un’ambizione è già di per se un’impresa ardua, inseguirla in un momento critico come questo diventa ancora più difficile. Come regista l’unico intoppo iniziale è stata la lingua, ma una volta ingranata la marcia le cose hanno iniziato a girare per il verso giusto. Qui riesco e sviluppare e produrre i miei progetti cinematografici con molta più facilità rispetto che in Italia, in quanto è molto più facile trovare giovani professionisti disposti a lavorare anche senza budget.

Il tuo corto “Political Asylum” ha vinto il primo premio di un concorso video ispirato ai 12 Principi Fondamentali della nostra Costituzione…

Abbiamo deciso di partecipare al concorso progettando e realizzando due corti, entrambi selezionati per la finale, diametralmente opposti dal punto di vista stilistico e narrativo: “Political Asylum” e “Hope, Freedom & Revolution”. La ragione per la quale ho scelto l’Articolo 10 è sostanzialmente la stessa per cui vivo il cinema come forma espressiva e comunicativa, più che come semplice mezzo di intrattenimento, ovvero la volontà di impiegare il “mezzo” per portare la gente a riflettere su cose rilevanti.
Ho scelto l’unico articolo a tutela della libertà dello straniero, baluardo di una “frontiera senza frontiera”, ma sopratutto sano ed inviolato, a differenza dei troppi articoli che costantemente e ripetutamente vengono infangati dagli abusi del potere (pensiamo a quell’anonimo che con non troppa timidezza sussurra “L’Italia ripudia la guerra...” pace all’anima dei saggi che lo misero nero su bianco).

Raccontaci come è nato e come si è realizzato questo progetto.

Ho visualizzato l’idea in meno di cinque minuti ed ho pensato di svilupparla caratterizzandola con un sottile “british humor”. Attenendomi al bando di concorso che mi imponeva di restare al di sotto di due minuti (credits included) ho scritto la sceneggiatura basandomi sulla struttura narrativa che adotto per tutti i miei lavori: inizio (presentazione del personaggio), prima fase dello svolgimento (azione), seconda fase dello svolgimento (apice dell’azione), conclusione dello svolgimento (conclusione dell’azione) e fine (conclusione).
Scritta la sceneggiatura in pochi giorni ho fissato la mia idea di regia sullo storyboard quindi ho scelto le locations e fatto il casting per il ruolo della “guardia irlandese”.
Ho ridotto al minimo indispensabile i dialoghi per lasciare “parlare” il visivo e l’audio. Nel cortometraggio si vede Julian (l’attore n.d.r.) che si fa strada fra le vie di una città, braccato dalle macchine e dagli elicotteri della polizia sino a raggiungere quella che confonde per l’Ambasciata d’Italia ma che, come si dimostra alla fine, altro non è che l’Ambasciata d’Irlanda (avendo confuso l’arancione per un rosso sbiadito).
Gli esterni sono stati girati in prossimità dell’Ambasciata d’Irlanda , mentre gli interni nell’Istituto di Cultura Italiano. Oltre a produrre e dirigere ho personalmente curato la fotografia, fatto le riprese, montato e composto la base audio. Tempo stimato di realizzazione dalla pre alla post produzione: due settimane non full time.

Qual è la differenza tra un regista e un videomaker?

Il regista è colui che si occupa di dirigere il film in ogni suo aspetto “creativo”. Con l’avvento delle tecnologie digitali nei mercati consumer e prosumer, si è sviluppato il concetto di videomaker come di un regista che oltre a dirigere, produce, fa il montaggio del film e lo distribuisce. In realtà sono tantissimi i registi, che sopratutto nei primi momenti della loro carriera, si sono occupati simultaneamente di ogni aspetto della realizzazione dei propri progetti, ma questo non solo per un impellente esigenza creativa, bensì perchè in particolar modo agli inizi di una carriera spesso non si dispone di un budget adeguato a pagare figure altamente specializzate.

Parliamo della tua nuova avventura, Avant-garde Pictures. Perché hai deciso di dar vita ad una casa di produzione?

Ho sempre desiderato avere una mia casa di produzione per essere totalmente indipendente e poter realizzare i miei film. L’ho fondata insieme a Cristina e ho scelto questo nome perchè vivo e sento il mio stile cinematografico come un’avanguardia. Con Avant-garde Pictures intendiamo produrre i nostri progetti cinematografici, video musicali e commerciali.

Su quale nuovo progetto stai lavorando?

Attualmente sto collaborando, con altri 24 registi di tutto il mondo, alla realizzazione di un film indipendente. Il progetto si chiama Collabfeature e parla di uno zaino, che gira il mondo in lungo e in largo, passando di persona in persona. Ogni regista ha girato un suo pezzo di film perfettamente concatenato con gli altri. Il mio pezzo si intitola “The Plot” e parla di un’organizzazione misteriosa che segue lo zaino per arrivare al suo vero proprietario, e che una volta appropriatosi dello stesso inizia a cercare il modo di decodificare tutte le scritte e i codici riportati su di esso. A parte ciò, sto lavorando ad un pilot di 15 minuti per un film, che intendo realizzare fra un anno e mezzo, dal titolo “Believe”.

Hai 45 esemplari del cubo di Rubik, una collezione niente male. Sei semplicemente un amante dei rompicapo o tutto ciò oltre a mettere in evidenza un lato del tuo carattere nasconde altro?

E’ una passione nata nel periodo veneziano, ma se devo essere più preciso, è stato mio fratello Matteo a mostrarmi per la prima volta il suo cubetto 3X3, stuzzicando così la mia passione per il rompicapo. Il fatto è che il rompicapo è qualcosa che allena la mente ad uscire dagli schemi tradizionali, ti forza a cercare soluzioni razionali in situazioni di estremo caos. A differenza di quanto si può pensare, risolvere un rompicapo è una cosa estremamente creativa in quanto richiede un livello di riflessione e concentrazione elevatissimo (parlo degli oggetti di grado più difficili). Alla fine più che un passatempo, la vedo come una cosa che mi aiuta ad affrontare in modo più razionale i momenti difficili della vita, perchè insegna a trovare soluzioni la dove sembra impossibile trovarne.

Cos’è la creatività per Giacomo Mantovani?

Ti tolgo un punto per questa domanda! Cos'è la creatività? “Creatività [cre-a-ti-vi-tà] s.f. inv. Capacità, facoltà di creare”. In Latino, in poche parole, il creativo è “colui che fa dal niente”. Per Giacomo Mantovani è la stessa cosa. Creativo è colui che dà vita, genera, progetta, realizza da una sana ed originale idea, qualcosa di nuovo, bello, utile, intelligente, geniale...

E il cinema?

Adoro il cinema, mi piace perchè assomiglia al mondo onirico, fatto di atmosfere, suoni, sensazioni, emozioni e pensieri. Vedo il cinema come un mezzo di comunicazione potentissimo ed efficace, più che come semplice strumento di intrattenimento. E’ la più completa forma d’arte moderna, e non per niente viene considerata la settima arte. Se ci fermiamo a riflettere, risulta chiaro ed evidente come un film riesca ad interagire con lo spettatore suscitando in lui emozioni e stati d’animo di ogni genere, molto più di quanto lo faccia un quadro, una scultura, una fotografia, un monumento o un installazione audio-visiva. Questo succede con un lungometraggio come per un cortometraggio.

Cosa fai nel tempo libero?

Non ho molto tempo libero perchè faccio di tutto per mandare avanti i miei progetti, ma diciamo che in poche parole sto con Cristina. :)

Noi di Andy evitiamo sempre di fare delle domande sulla vita privata dei creativi che intervistiamo, ma con te è diverso. Parlaci se ti va del tuo grande amore…

Sono sempre stato un grande sostenitore dell’idea che l’amore vero, il grande amore esiste. La sera prima del mio trasloco da Venezia conobbi Cristina. Non dimenticherò mai il suo sorriso e gli occhi che le brillavano come stelle. Mi aiutò a traslocare il giorno successivo al nostro incontro. Stavamo così bene insieme che iniziammo a vederci ogni giorno in attesa della mia partenza, fu in questo periodo che lei decise di seguirmi a Londra dove arrivammo l’8 gennaio.
Cristina è una donna dotata di una grande intelligenza e capacità analitica, è sveglia, simpatica e straordinariamente bella. Come me, ha sempre avuto a cuore le arti e sopratutto lo spettacolo, e come me condivide un profondo senso di giustizia morale. Crede profondamente in me e nel mio talento, così mi appoggia e mi sprona a produrre. Condividiamo tutto, ragioniamo insieme, affrontiamo i momenti più duri e difficili l’uno vicino all’altra come una coppia di lupi, e più di ogni altra cosa vogliamo restare insieme sino all’ultimo respiro, finché morte non ci separi. Penso che non ci sia altro da aggiungere se non: al fianco di ogni grande uomo c'è sempre stata una grande donna.

 


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Intervista: Vincenzo Violi
Soggetto: Giacomo Mantovani
Luogo: Londra
Foto: Alberto Fiori & Red Pig Flower
Web: www.giacomomantovani.com

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