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ADELAIDE LONGHITANO

Architetto per formazione e manager nel settore musicale per passione. Ci insegna che un'idea deve funzionare “a pelle”, almeno all'inizio.

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Adelaide ha sempre avuto impresso nel suo DNA una certa predisposizione alla creatività, lei stessa ci ha fatto capire che questa caratteristica si trova un po' in tutti gli individui. Sta a noi, crescendo, decidere di che cosa occuparci, lei ha sicuramente scelto la creatività e durante questa intervista abbiamo capito il perchè.

Adelaide, tu di professione fai l'architetto, ma dalla tua biografia ho capito che questa definizione ti sta un po' stretta, vero?

Non è la definizione che mi sta stretta ma la considerazione che l’immaginario collettivo ha della nostra “formazione” e del nostro ruolo. Sono molto critica riguardo la sensibilità collettiva che oggi, soprattutto in Italia, non dà la giusta dimensione e credibilità alle nostre capacità progettuali. E con progettualità intendo dire che un architetto ha conoscenze e competenze per affrontare, nell’Arte, l’impatto con la materia.

Come mai hai scelto proprio questa professione, dato che i tuoi interessi spaziano dall'arte, alla musica, alla fotografia?

Praticamente ti ho già risposto prima, e forse posso addirittura asserire che sono stata scelta. E' stato un piacevole matrimonio con l’architettura che è la forma d’arte che le raccoglie tutte. Per me è veramente la mamma, la nutrice che sprigiona gli archetipi. Quindi, in sostanza, viene per prima come se fosse la prima idea. Possiamo discutere di tante altre cose, ma lei sta lì e non la stani. Siamo noi che la ibridiamo e viene fuori dopo la pittura, la musica, la fotografia, insomma l’immago.

Collabori anche con la Fondazione Ordine degli Architetti di Catania. Di cosa ti occupi esattamente?

Principalmente mi occupo dell’organizzazione di eventi culturali e della comunicazione. Mostre di architettura, convegni tematici e professionali e tutto ciò che programmiamo per migliorare la riconoscibilità della nostra professione. Quando posso mi ritaglio il ruolo di “Fotomixereporter”.

Ho letto che da piccola hai fatto parte dei Boy Scout e che voi ragazze eravate considerate delle “guide”. Hai un istinto da “crocerossina” anche oggi che sei diventata adulta?

Se fossimo in guerra, stai certa che organizzerei gli aiuti senza “onlus” tra i piedi che mi sembrano tanto di moda oggi. Per il resto credo che esistano due categorie comportamentali ben distinte: i generosi e gli individualisti. I miei amici mi confinano tra i primi.

Però so anche che devi proprio ringraziare questa esperienza se hai capito di volerti occupare di creatività nella vita. Spiegaci perchè…

Ti riferisci all’esperienza nei Boy Scout? Ah, ah, ah! Dai, non esagererei per una tappa che riguarda soltanto un brevissimo periodo della mia fanciullezza e certo spensierata. La creatività è un attimino più complessa. Riguarda molte sfaccettature, una miscela di “tattilità” e “ideatività” che produce una bomba energetica che talvolta può cambiare usi e costumi di una società.

So che tu passi da un eccesso all'altro, un giorno indossando gli anfibi e un giorno le collane di perle. Allora non è vero che bisogna per forza cambiare modo di vestirsi quando si diventa adulte. Tu sei rimasta te stessa e hai tenuta ben viva la tua voglia di sentirti giovane dentro e di trasgredire.

Mi piace molto quel detto: “La classe non è acqua!” Bisogna saper portare anfibi con perle e viceversa! Reputo tra le categorie innate che il “portamento” (la capacità di…, l’eleganza corporea) sia fondamentale, a prescindere da ciò che indossi. Se vai nei mercatini e sai scegliere e sai “portare”, fai un figurone. Per cui, chi ha detto che bisogna cambiare il modo di vestire quando si diventa adulti? Io, da quando ho memoria, ho sempre naturalmente trasgredito.

E' vero che sei una rocker dall'animo sensibile, romantico e decisamente poliedrica?

Ho senz’altro la velocità di elaborazione del rock, non l’asprezza. Mi piace bere il Jack (Daniels) non rompere la bottiglia. Sono poliedrica come un camaleonte che si trasforma a secondo del luogo dove si trova e con chi si trova, e così cambia la “musica” e il mio modo di trasformarmi.

Abbiamo lo stesso gruppo sanguigno: Doors & Pink Floyd (Io però ci aggiungo anche i Nirvana).

Mi piacciono anche i Nirvana, come tanta altra musica ma ben altro scorre nel mio DNA. Nirvana è stato il mio nome d’arte quando trasmettevo in radio e organizzavo concerti, ma per me il riferimento era allo stato dell’essere e non al gruppo.

Appassionata di musica, rock, classica, jazz. So anche che adori cantare... dimmi la verità, sei finita a fare l'architetto ma avresti voluto tanto diventare la leader di una rock band ?!

Cerco di fare seriamente l’architetto, perché amo l’architettura in ogni sua forma, espressione estetica e tridimensionalità. La mia voce fa parte di quelle doti che ti ritrovi e conservi sempre e che nessuno ti può toccare. Tra l’altro, non sarei potuta diventare la leader di una rock band, anche perché la mia voce è blues tendente al jazz!

So che da poco hai iniziato a collaborare con la Nau Records nuova etichetta discografica specializzata in jazz e musica contemporanea, vuoi raccontarci qual è il tuo ruolo?

Essendo la nostra una piccola realtà ho più responsabilità. Coordino l’attività di due aree molto importanti per il nostro business: la Sales Area che ha il compito di promuovere e distribuire la nostra “musica” sia attraverso i canali tradizionali che le piattaforme digitali; e la NAU FAMILY (booking e management) ovvero la nostra agenzia interna che promuove e distribuisce i live delle nostre produzioni musicali, in quanto noi conserviamo i diritti mondiali di distribuzione dei progetti musicali che produciamo. In questa area rientra anche la responsabilità o il coordinamento di alcuni progetti live direttamente da noi ideati e prodotti.

A proposito di progetti live, ho sentito che state organizzando un evento molto particolare per maggio-giugno a Catania. Ti va di parlarne?

Catania è una città che ha un grande fermento musicale, una forte tradizione, ci sono dei veri intenditori di musica. Queste sono state le ragioni principali che ci hanno convinto di sceglierla per realizzare il primo appuntamento di un progetto nomade molto particolare, il NAUJAZZDAY. Una giornata di festa dedicata interamente alla musica e ad i suoi protagonisti. Un appuntamento della durata di un giorno con più concerti in più location cittadine e numerosi eventi collaterali dove l’obiettivo è contaminare ed essere contaminati, con una festa finale dove le jam session aperte ai musicisti siciliani dialogheranno con un dj set realizzato ad hoc per l’occasione.

E' stata faticosa questa intervista? Mi hanno detto che un poco t'imbarazzava fare questa cosa. Se vuoi ora puoi mandarmi a quel paese...

Il punto è che non amo parlare di me, preferisco parlare d’altro.


P.S. Ci vediamo a quel paese. Magari organizziamo un concerto, ho sempre della buona musica da fare ascoltare!

 

 

 

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E' vietato riprodurre anche piccole parti dell'intervista senza l'autorizzazione scritta dell'Editore.

 


Intervista: Dejanira Bada
Soggetto: Adelaide Longhitano
Luogo: Catania
Foto: Carole Basile
Web: www.naurecords.com

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Commenti  

 
+3 # Sandra 2011-03-03 02:14
Adelaide ha tantissime qualità ed è troppo modesta per parlare di se stessa .
Troppe persone avreste dovuto intervistare per conoscerla meglio...Ognuno con una vera ammirazione per questa DONNA!
... Me compresa.
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+1 # Andy 2011-03-05 11:51
Ciao Sandra, da qualche parte bisognava pur iniziare!! Noi di Andy siamo felici di averlo fatto...
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