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FRANCESCO PRANDONI

Eclettico, intraprendente, simpatico. Questo e molto altro è Francesco Prandoni, un fotografo che ha immortalato quasi tutti i cantanti famosi (e non solo) esistenti su questa Terra.

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Francesco Prandoni è un uomo (eterno ragazzo) che probabilmente sarebbe dovuto nascere ai tempi di Cristo ed essere immortale per riuscire a fotografare tutti i personaggi e gli artisti che lo appassionano. Il problema è che si sarebbe lamentato comunque pur nascendo più di 2000 anni fa, perché per esempio non avrebbe potuto fotografare i dinosauri!
Francesco è un individuo famelico, che ama follemente la vita, la musica e molto altro ancora. Scopritelo con noi attraverso le sue risposte, da leggere come istantanee della sua esistenza.

Francesco, ho letto che da ragazzo eri molto appassionato di musica ed hai provato ad intraprendere una carriera da pianista, che “per fortuna” (dati gli scarsi risultati) hai abbandonato per dedicarti ad altro, in particolare alla fotografia. Quando hai deciso di compiere questo cambiamento e perchè proprio la fotografia?

Diciamo che la fotografia viaggiava parallela alla musica da sempre, solo che probabilmente viaggiava su un Eurostar, al contrario della musica che era su un Espresso, quindi una volta capito che non sarei arrivato da nessuna parte con la musica, ho continuato solo con la fotografia, principalmente quella legata alla musica però. Ciò mi ha permesso di rimanere vicino a quello che amavo, e oramai faccio questo lavoro da circa otto anni.

In una tua biografia dici che avevi fretta di nascere e che sei venuto al mondo ad 8 mesi. Ma una volta cresciuto, non ti sei maledetto, dato che potevi restartene un altro mese al sicuro nel ventre di tua madre invece di vedere prematuramente questo “inferno”!

Come il titolo di un film, “Il paradiso può attendere”! Posso dire che per adesso mi godo questo “inferno”! Che poi, se preso a piccole dosi, non è poi neanche tanto male…

Ho visto su flickr che hai praticamente fotografato mezzo mondo! A questo punto viene da chiederci se ce l'hai una casa o se sei un vagabondo con il privilegio di potersi permettere una macchina fotografica! Come fai ad essere presente ad ogni evento, concerto, trasmissione televisiva? Hai il dono dell'ubiquità? Lo trovi il tempo per mangiare?

Sì la casa ce l’ho eccome, e piena di libri e di cd, ma purtroppo faccio fatica a leggerli o ad ascoltarli, dato che effettivamente sono fuori dalle 25 alle 28 sere al mese a fotografare concerti, nelle cantine, negli stadi ecc. Oramai vedo più spesso gli addetti alla sicurezza di questi eventi piuttosto che mia moglie... Santa donna! Mangiare? Sì mangio, ma ad orari un po’ strani. Infatti quando io mangio la gente di norma dorme già da un pezzo!

Ma una foto di Kurt Cobain?! Se ce l'hai te la compro immediatamente e diventi il mio mito!

Purtroppo no! Sono tanti i musicisti che non ho fotografato perchè già morti o mai incontrati, e per questo maledico il fatto di aver iniziato tardi questo lavoro. Mi dico sempre che potevo iniziare prima, ma mi sarebbe piaciuto anche fotografare (o dipingere, o soltanto vedere l’epoca) in cui sono vissuti anche Mozart e Bach. Forse sarei dovuto nascere immortale più che altro…

Ho notato però che non ti occupi soltanto di musica, ma anche di cronaca, eventi, teatro, viaggi e molto altro ancora. Parlami un po' di queste tue passioni.

Oltre alla fotografia legata alla musica mi piace molto andare in piazza a fotografare la gente, le manifestazioni, insomma tutti quegli eventi in cui c’è un po’ di movimento. Amo molto anche viaggiare, e naturalmente la mia macchina fotografica è sempre con me, anche quando sono in vacanza.

Nella fotografia è più importante: avere un occhio attento, usare delle tecniche particolari per fotografare oppure usufruire di molta post produzione?

Per me la cosa più importante nella fotografia è proprio l’occhio del fotografo, e per quello fortunatamente non c’è post produzione che tenga. Purtroppo però oggigiorno viene richiesta la perfezione dell’immagine, anche per la foto di un muro bianco, di conseguenza questo tipo di tecnica è ormai diventata parte della fotografia, e dico purtroppo perché per me è proprio l’imperfezione a creare la diversità che spicca dalla massa.

C'è qualche fotografo in particolare a cui t'ispiri e a cui fai riferimento?

No, non c’è un fotografo che mi ha ispirato, ma ogni fotografo che ho visto, o seguito, mi ha dato qualche cosa. Diciamo che ho rubato poco un po’ da tutti, creando un mio stile, se così si può definire. Comunque amo molto Annie Leibovitz, William Claxton, Jean Loup, Sieff, Lachapelle, Anton Corbijn, Jan Saudek e un po’ tutti i padri della fotografia.

A quando una tua mostra personale, magari in qualche galleria d'arte, dato che con le tue foto hai già contribuito alla mostra in Triennale “Woodstock The after party”.

Che domanda difficile! Per fare una personale bisogna avere il tempo di organizzarla per bene, ed è proprio quello che a me manca! Quindi non so ancora quando e se ne farò mai una.

Come ultima cosa voglio chiederti qual è il tuo sogno nel cassetto e se hai una star, un cantante, un gruppo, o un attore preferito che non hai ancora fotografato o che magari hai già immortalato.

Il mio sogno nel cassetto è quello di aggregarmi a qualche band, musicista, gruppo di musical o compagnia teatrale, e girare il mondo con loro e fare un bel reportage di cosa vuol dire stare in tour, magari stando lontani da casa anche per un anno. Bruce Springsteen è il mio idolo, l’ho anche fotografato, però il mio sogno sarebbe quello di riuscire a fotografarlo nel salotto di casa sua! Una star che invece ancora manca all’appello è David Bowie.

 

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Intervista: Dejanira Bada
Soggetto: Francesco Prandoni
Luogo: Milano
Foto:
Francesco Prandoni
Web: www.facebook.com/francescoprandoni

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