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MARY CACCIOLA

Spirito effervescente, simpatia innata e contagiosa ironia... la radio non è mai stata così divertente

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Un Negroni “sbagliato” per Mary Cacciola: Martini rosso, Campari e prosecco, ma niente gin. E’ uno dei cocktail preferiti dalla conduttrice radiofonica, insieme alla Caipiroska alla fragola, “ma quella vera, non con lo sciroppo”. Il salottino di vimini del wine bar Terra Satis è all’aperto, nella piazzetta silenziosa di Trastevere. Nata a Reggio Calabria nel 1970, vive a Roma da vent’anni. La sua voce è morbida, la risata esplosiva. Un’ironia contagiosa, con quella dose di adrenalina e innata simpatia che trasmette da sempre ai suoi ascoltatori, soprattutto a quelli che si svegliano molto presto di mattina. Con Andrea Lucatello - che adora - e la bravissima Isabella Marini, Mary conduce Il caffé di Radio Capital, radio dove lavora da dieci anni, dopo una lunga esperienza alla Rai come regista. “Malgrado mi svegli ogni giorno alle 4 e 40, mi diverto moltissimo. Forse il fuori onda è addirittura più bello della trasmissione in sé”. Lettrice vorace di Pennac, annovera tra i suoi interessi soprattutto il cinema. “Uno dei film che rivedo sempre con piacere è The Blues Brothers. E’ stato il primo film che ho visto al cinema, a dieci anni, insieme a mio fratello Luciano. Anche Good Morning, Vietnam è tra i miei preferiti. Tra i tanti film sul mondo della radio è quello che dà l’idea di come la radio dovrebbe essere: allietare, alleggerire la giornata, ma anche informare. Un mezzo vero, nel bene e nel male”.

Hai cominciato a lavorare a 15 anni per una radio locale di Reggio Calabria, in seguito ad una bocciatura scolastica...

L’idea è venuta a mio fratello che faceva il DJ in varie discoteche e conduceva un suo programma radiofonico. Quanto a me, armeggiavo con radio e registratori da quando avevo sette anni. Mi piaceva “fare” Raffaella Carrà. Luciano mi disse che a Radio Touring cercavano persone e che non sarei stata peggio di tanti altri. Quando mi presentai non avevo certo l’idea che avrei fatto questo lavoro per sempre. Cominciai d’estate, di nascosto da mio padre che già ce l’aveva con me per la bocciatura, poi mano mano sono andata avanti, cambiando radio dopo tre mesi. Fare la conduttrice mi divertiva, e continua a divertirmi, anche se la dimensione locale è molto diversa da quella nazionale. Lì bisogna fare tutto, dal tecnico al regista, mettere la musica...

Già da ragazzina eri consapevole delle tue scelte?

E’ stato tutto istintivo. A casa, da che ho memoria, la radio è sempre stata accesa. Evidentemente, poi, avevo lo spettacolo dentro, nel senso che ero un’egocentrica. Solo gli egocentrici, infatti, possono fare questo lavoro! Mi sono trasferita a Roma, nel 1989, con l’idea di iscrivermi a Sociologia, unica facoltà che ai tempi non c’era a Messina. Mio padre mi aveva dato un anno di tempo per avere una bella media, altrimenti sarei dovuta tornare a casa. Proprio quell’anno, però, ci fu l’occupazione, a cui partecipai anch’io. Era la scusa che, se non studiavo, non era colpa mia. Contemporaneamente, per avere dei soldi miei, iniziai a lavorare a Radio Luna. Perché sgobbare sui libri, quando si poteva guadagnare senza studiare e, per di più, divertendosi? Pensiero idiota che non rifarei, ma che allora ho fatto.

Quali sono, secondo te, le doti di un bravo conduttore radiofonico?

La spontaneità, prima di tutto. Dote abbastanza rara, probabilmente perché si tende a uniformare il modo di trasmettere con l’impostazione. L’inclinazione della voce o il modo di parlare sono fondamentali e, naturalmente, saper ascoltare e parlare. E’ un lavoro che si fa ventiquattr’ore su ventiquattro. Bisogna prestare attenzione a quello di cui la gente parla, a cosa succede in giro. Il rischio, altrimenti, è di andare in radio e di parlare del proprio mondo, che comunque è a sé, estraniandosi totalmente e non utilizzando la stessa lingua degli ascoltatori. Quello che serve alla gente è sapere che dall’altra parte c’è chi ha i loro stessi problemi.

In piena era tecnologica e multimediale, quale pensi che sia il futuro della radio?

Non lo so e, quasi quasi, non lo vorrei neanche sapere. Ascoltare la radio dal web può essere utile, anche perché è meno disturbata. Ma mi rifiuto di pensare che qualunque tipo di radio possa correre esclusivamente sul web. Sono poco allineata con le nuove tecnologie, mi considero una donna molto antica e antiquata. A casa non ho alcuna radio digitale, preferisco quelle con le manopole.

Vivi in un mondo dominato dalle voci. Dovendo dare una priorità ai sensi, ce n’è uno che è più importante degli altri?

L’olfatto. E’ il senso che mi fa scattare la memoria. Ricordo l’odore di un certo tipo di sugo a casa di mia nonna, o di quando bambina, entrando in ascensore, riconoscevo il passaggio di mio padre. L’odore della pelle è importantissimo. Anni fa ho fatto un corso di degustazione di vini molto “base” che, oltre ad avermi divertito moltissimo, mi ha fatto riscoprire una serie di odori e gusti che probabilmente avevo messo da parte. Mi piace il buon mangiare e il buon bere. Prima avevo la passione per i cocktail, poi, ho scoperto vini e birre. Sono molto curiosa e per principio devo sempre provare.

Da golosa, quale sei, ti piace anche cucinare?

Sì, se si fa con serenità e non per obbligo. Anche se devo mangiare da sola, certe volte, apro una bottiglia di vino, metto un sottofondo musicale e mi preparo qualcosa di buono. Non ho mai fatto un corso di cucina, molte ricette le lo viste fare a mia madre. Altre, invece, le invento. Qualche giorno fa vedendo, per caso, una trasmissione del Gambero Rosso ho scoperto che il pollo alla birra si prepara in maniera completamente diversa dalla mia versione. Faccio abbrustolire le fette di cipolla, possibilmente rossa, aggiungo le cosce di pollo e le faccio stufare nella birra, che continuo ad aggiungere durante la cottura. La cipolla diventa una specie di cremina e il pollo si cuoce rimanendo tenero e per niente grasso. Venticinque minuti in tutto.

 

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Intervista: Manuela De Leonardis
Soggetto: Mary Cacciola 
Luogo: Roma
Foto: Delfina Todisco
Web: www.capital.it

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Commenti  

 
0 # Felix 2010-05-02 16:32
Grandi, grandiiii, grandissimiiiii i!!!
Vi adoro :-) VIVA RADIO CAPITAL!
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