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TIZIANA BRISOTTO

Talentuosa art director che manipola gli strumenti digitali con uno sguardo rivolto alla creazione manuale e artigianale.

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Caratteri e un bianco, quello del foglio, mai veramente bianco. Convivenza creativa di arte, grafica e fotografia. È il mondo di Tiziana Brisotto, art director ironico e istintivo. Il suo segreto nel lavoro e nella vita? La voglia costante di stupirsi.

Quali esperienze sono state basilari per la tua formazione professionale?

Le mie esperienze hanno nome e cognome, sono le persone che ho incontrato. Più della scuola o delle esperienze lavorative, LORO mi hanno formato. Chiunque è spinto verso qualcosa di unico, un istinto che nasce da dentro. Queste persone mi hanno insegnato a seguire il mio: il mondo della grafica e dell’immagine. Seguire il proprio istinto, prima di ogni altra cosa, e fare le cose con la giusta dose di incoscienza e di ironia. Così ho lasciato casa a 19 anni per frequentare l’accademia di Belle Arti a Reggio Calabria, mi sono iscritta ad un corso di grafica pubblicitaria a Venezia, ho lavorato in una grossa agenzia, per poi scoprire di aver bisogno di confrontarmi col mondo dell’immagine in maniera diversa e intraprendere la strada del free-lance.

Quali sono i tratti distintivi del tuo lavoro?

La maniera in cui tratto l’immagine: guardo lo schermo del computer in modo molto simile ad una tela o un foglio bianco, amo utilizzare il mezzo informatico in modo “manuale”, quasi potessi sporcarmi col colore. Unisco e cerco di conciliare, là dove posso, la passione per i font e la calligrafia espressiva, l’amore per il gesto e la manualità. Spesso gli elementi del mio impaginato sono realizzati a mano, pittoricamente, e poi rielaborati telematicamente e uniti a soggetti fotografici. Più che creare, associo, cucio ambiti differenti e traggo nuove conclusioni per la comunicazione che devo fare. Da questo processo, più simile a quello dell’arte che del design, ha origine la mia espressione.

Nel campo artistico e nel tuo mestiere cosa ricerchi?

Nel mio mestiere cerco esattamente le stesse cose che cerco nella mia vita: il divertimento, lo stimolo, la passione, la conoscenza, un modo sempre nuovo per guardare e interpretare ciò che mi circonda.

Cosa vorresti che emergesse dal tuo prodotto?

Francamente nulla. Lavoro per il piacere di farlo. Spero che più che il mio prodotto emerga quello del cliente.

Quali capacità, secondo te, deve avere chi opera con il visuale?

Visuale è un termine molto ampio, le capacità necessarie potrebbero essere diversissime a secondo dell’area di competenza. Le specializzazioni sono davvero tante e tutte molto diverse tra loro. Credo, comunque, che la maniera migliore per avvicinarsi a questo settore sia quello di ricordarsi che l’immagine serve a comunicare, il linguaggio visivo deve trasformare quanto si vede in qualcosa d’altro, seguendo le concezioni dell’inconscio collettivo, l’immagine deve raccontare. Oggi ci sono tantissimi bravi graphic designer, ma pochi bravi comunicatori. Almeno che una persona non voglia semplicemente specializzarsi nel lato tecnico dell’immagine, l’approccio corretto non è quello di stupire con il virtuosismo visuale, spesso non richiesto e inutile. Un accentuato spirito di osservazione, la passione per capire le persone e i loro bisogno: gli ingredienti migliori in questo settore

Ci sono aspetti del tuo lavoro che ti stupiscono ancora?

Si, tantissimi, grazie al cielo! Sarebbe terribile il contrario! Ogni giorno mi accorgo di non sapere praticamente nulla, e questo mi rincuora... ho ancora un sacco di cose da fare e imparare, è una bella sensazione. Il linguaggio figurativo ha aspetti infiniti, sia dal punto di vista comunicativo che da quello tecnico e pratico di costruzione dell’immagine, internet è una continua fonte di ispirazione e stupore, ma la vita stessa lo è. Chi fa questo tipo di mestiere sa che spesso, l’idea migliore non viene davanti al computer, ma proprio nel momento in cui non stai pensando al lavoro.

Che rapporto intercorre tra la tua professione e la quotidianità?

Strettamente connesso nel bene e nel male. Non riesco a fare una netta distinzione tra vita professionale e quella privata. Una bella esperienza lavorativa non riesce ad essere tale per me, se non creo dei rapporti d’amicizia. Non c’è distinzione tra me e ciò che faccio nel mio lavoro. Quando si è “creativi” lo si è quotidianamente, stando insieme agli altri.

Come ti relazioni con le immagini? Secondo Mitchell, le immagini sono soggetti animati, dotati di una propria volontà…da te, che cosa vogliono?

Dipende molto dal lavoro. Quando faccio un’impaginato ho la sensazione che gli spazi bianchi e i disegni, che formeranno la mia composizione nella pagina, siano già lì: guardo sfocando un po’ l’immagine e li tiro fuori come se in realtà fossero già presenti, si tratta solo di saper guardare. Non mi invento nulla, non creo nulla: guardo, ricucio, assemblo, modifico. L’immagine o il tipo di gusto di cui ho bisogno per realizzare la mia comunicazione spesso la trovo nei posti più impensati.

Quali sono i tuoi obbiettivi futuri?

Non voglio pormi obbiettivi troppo precisi, diciamo che ho scritto un canovaccio di massima: lavorare come libera professionista, riprendere in mano la mia passione per la calligrafia espressiva e approfondire le mie conoscenze ed esperienze lavorative in internet . Poi molto spazio all’improvvisazione. La mia vita per il momento è un layout in continua evoluzione: gli obbiettivi sono solo un pretesto per godermi il tragitto.

Un buon consiglio che ti porti dentro, da lasciare ai nostri lettori?

Accidenti, non sono molto forte nel dare consigli, anzi speravo che ne aveste voi per me, stavo giusto pensando di lasciarvi la mail…L’unica cosa che posso suggerire è di cercare di realizzare tutte le vostre strane idee, anche quelle ridicole, di prendere ogni cosa con leggerezza, di essere incoscienti e ironici, di non conoscere mai nulla abbastanza e di guardare le cose come se fosse la prima volta perché, in questo modo, vi diranno sempre delle novità, altrimenti…che noia!

 

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Intervista: Raffaella Scarpitta
Soggetto: Tiziana Brisotto
Luogo: Conegliano Veneto (TV)
Foto: Marco De Paolis
Web: www.facebook.com/bris8

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