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BUTCH MORRIS

Butch Morris e la scienza del trovare.

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Trombettista, cornettista e compositore Lawrence Douglas “Butch” Morris viene ricordato per essere l'inventore e il divulgatore del metodo di composizione gestuale Conduction, un vocabolario gestuale con cui il direttore d'orchestra può creare musica in tempo reale insieme all'ensemble. Dal 1985 al 2012 Morris ha creato e prodotto oltre 200 Conductions in tutto il mondo, infondendo ogni performance con la sua personale visione, e confrontandosi con i più svariati gruppi di musicisti: dagli gruppi Jazz alle orchestre sinfoniche, dagli ensemble di musica elettronica ai gruppi di musica etnica. Questa intervista, tra le ultime rilasciate dal Maestro nel 2012 prima della sua prematura dipartita, è un dialogo introduttivo sull'arte della Conduction, in cui Morris illustra alcuni dei cardini concettuali del metodo e racconta la sua genesi.

I nomi vanno spesso al di là di una mera descrizione funzionale. Un buon modo di cominciare questa intervista può essere sicuramente chiederle come e perché ha scelto il nome Conduction . Il rimando alla fisica classica è voluto? Cosa intendeva comunicare con questa scelta?

Nel cercare di definire a parole quello che intendevo dire e fare avevo la necessità di trovare un termine che potesse descrivere appieno ogni aspetto del processo.
Nel 1973 una mia amica utilizzava il termine Choreopoem per descrivere la strana forma di teatro che stava sviluppando: la sua definizione indicava un “componimento poetico coreografato per il palcoscenico”. Sentii immediatamente che la mia scelta doveva essere concisa e diretta come la sua.
Iniziai a utilizzare il termine Comprovisation, che è una contrazione di composizione e improvvisazione. Ma più il metodo si delineava nelle sue componenti, più sentivo l'inadeguatezza di ciò che avevo scelto: decisi così di utilizzare la parola Conduction, che è definibile come Conducted Interpretation, cioè direzione (d'orchestra) interpretata.
Il rimando alla fisica è presente perché ha a che vedere con la trasformazione e il trasferimento dell'energia e del calore, ma non è stato il punto di partenza della mia scelta.


L'idea che lei ha concepito è assolutamente originale e coraggiosa. Qual è stata l'esigenza che l'ha spinta in questa direzione?

Avevo necessità di trovare un mezzo espressivo più aderente alla mia visione di composizione, interpretazione e improvvisazione. Come si possa rendere l'orchestra flessibile e mobile alla stregua di un trio Jazz è stata la domanda che mi ha stimolato a intraprendere questo viaggio.

Potrebbe darci una sua definizione del metodo? In quali termini lei, il creatore, lo descriverebbe? È possibile avere una descrizione pratica dei gesti che usa?

Definirei Conduction come la pratica dell'interpretare e veicolare un lessico di istruzioni per costruire o modificare masse sonore o composizioni; uno scambio di struttura e contenuto tra il direttore e gli esecutori che permette di agire su ogni parametro musicale in tempo reale.
La gestualità è il mezzo che permette l'interpretazione in ogni stile o tradizione musicale. Cercare di dare un esempio pratico di questo sarebbe come cercare di spiegare a voce come guidare un fuoristrada!

Durante una performance si ha l'impressione che i ruoli tradizionali siano sovvertiti. Più in generale, il ruolo del singolo sembra trasformato per poter agire in collettivo. Quali sono le reazioni dei musicisti? E lei come direttore/compositore, sente che la musica prodotta le appartiene completamente?

No, non sento mai un totale senso di possesso della performance. Se lavoro con un gruppo di nove persone, ognuno di noi è un decimo della costruzione totale. Io creo struttura e gli strumentisti creano contenuto. Credo sia un processo necessario... Dove sarebbe la musica se non fossero sempre messi in discussione i ruoli e le pratiche della tradizione?
Niente può evolvere se il nostro modo di pensare non evolve.

Come ha concepito i gesti che stanno alla base del vocabolario? Tutto è derivato da concetti musicali?

Sì, certamente. Ho iniziato ponendomi problemi esclusivamente musicali. La mia unica certezza all'inizio era quella di non voler creare un nuovo linguaggio. Io sono un musicista e il mio mezzo di espressione è la musica. L'attenzione era tutta rivolta a temi musicali di base: come puoi creare melodia, ritmo e armonia? Come puoi creare qualsiasi cosa tu abbia in mente? Mi preme però sottolineare una cosa: tutti i metodi hanno delle limitazioni. La Conduction ha delle limitazioni... quindi usate tutto ciò che volete per raggiungere i vostri scopi!

Lei ha sperimentato il suo metodo nei più vari contesti, spaziando dalle orchestre classiche a gruppi di dj's. Quali sono i musicisti più reattivi? È possibile scegliere il partecipante ideale?

Ogni partecipante porta qualcosa di speciale, la sua visione. Credo che proprio questa sia la cosa più interessante.

Ho l'impressione che la Conduction contenga per sua stessa natura molti rimandi ad altri mezzi espressivi: contiene sicuramente un aspetto pittorico e una componente di teatro. Qual è la relazione con le altre arti e con tutti gli aspetti extra musicali?

Penso si debba usare qualsiasi cosa necessaria a farsi capire.

C'è un modo per giudicare la qualità di una performance? Si può definire la Conduction perfetta? E che ruolo ha il pubblico in questo processo?

Che cos'è la perfezione? È solo un concetto a cui aspiri, non qualcosa che possiedi. Vorrei poter realizzare la perfezione solo in teoria. In realtà non ho alcun interesse a cristallizzare il processo musicale per inseguire una definizione di perfezione.
Per quanto riguarda il ruolo del pubblico, io cerco di rinnovare il loro interesse in ogni momento; il modo in cui decidono di rispondere ai miei sforzi è una libera scelta!

In conclusione, quali pensa possano essere le sfide e gli sviluppi dell'arte moderna nel XXI secolo? Quale è il ruolo della Conduction in questo scenario?

La gioia più grande è di aver convinto, con il mio lavoro, che la musica può avere nuovi possibili sviluppi. C'è un nuovo modo di pensare il musicista come lavoratore, creatore e promotore di cambiamento. Credo che il mio maggior lascito possa essere il contributo alla crescita collettiva del canone musicale.
Sono interessato alla prospettiva a lungo termine, non alla limitata visione di cosa sia possibile nell'immediato.
Da quando ho iniziato, nel 1985, l'influenza della Conduction sui compositori, i direttori, i musicisti e gli studenti è cresciuta esponenzialmente. Ho avuto modo di creare una ventina di orchestre di improvvisatori, a cui ho dato nome di Skyscraper: gruppi stabili, sparsi in tutto il mondo, che lavorano sul mio metodo in modo continuativo. Molte tesi di dottorato sono state scritte sull'argomento sia negli Stati Uniti sia in altri paesi.
Il valore del metodo continua a stimolare una tale risposta che non può non essere considerato come un mezzo di progresso culturale, artistico e pedagogico senza precedenti.

 

Questa intervista pubblicata in esclusiva da Andymag, che ne detiene i diritti di riproduzione, è stata rilasciata a Luca Perciballi il 7 maggio 2012 a Milano.

 

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Intervista: Luca Perciballi
Soggetto: Butch Morris
Luogo: Milano
Foto: Anonimo
Web: www.conduction.us

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