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GIOIA SARDAGNA FERRARI

Abbiamo incontrato Gioia Sardagna Ferrari, affascinante e autorevole direttrice di Artcurial in Italia. Voce nuova, eclettica e competente del sistema dell'arte.

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Si è formata all’estero Gioia Sardagna Ferrari, specialista di arte moderna e contemporanea e direttrice della sede italiana della casa d’asta francese Artcurial. Una donna cosmopolita, estremamente affascinante e profondamente competente che si considera fortunata di operare nel settore in cui opera, dove tra l’altro, il suo impegno è di “far conoscere l’arte del nostro paese e sostenere gli artisti italiani all’estero”. Buona lettura!

Perdoni la nostra curiosità, ma fa parte del nostro DNA, a noi interessano principalmente le persone… chi è Gioia Sardagna Ferrari?

Mi considero anzitutto una appassionata d’arte. Questo è il filo rosso che ho sempre seguito e che ha indirizzato le mie scelte di studio, di lavoro e di vita. Oggi posso dire di essere una persona davvero fortunata: mi piace lavorare e mi appassiona operare in questo settore. Poi, pur vivendo all’estero da moltissimi anni - o forse proprio per questo - sento molto la mia “italianità” e, da italiana, il mio impegno è di far conoscere l’arte del nostro paese e sostenere gli artisti italiani all’estero. Sono viaggiatrice, curiosa di cose e persone: mi piace molto conoscere le lingue straniere perché questo mi permette di costruire relazioni dirette e raggiungere una profondità e una intensità maggiore anche nelle cose più semplici.

In che cosa consiste il suo lavoro in Artcurial?

Per qualche anno ho seguito il dipartimento e le aste dedicate all’arte italiana. Quest’anno mi è stata affidata la responsabilità della sede italiana. In Italia non faremo aste, che continueranno a svolgersi a Parigi, ma questa apertura si colloca senz’altro nel segno di un grande interesse per il nostro paese. I principali obiettivi sono quello di offrire un migliore servizio ai nostri clienti affezionati e, naturalmente, di incontrarne di nuovi. Senz’altro la strategia sarà basata sulla creazione di occasioni diverse per farci conoscere, sia come interlocutore affidabile, presente e capace, ma anche spiegando in dettaglio i servizi e i campi di eccellenza che fanno di Artcurial la prima casa d’aste francese con esposizioni, anteprime, giornate di expertise, ma anche attraverso conferenze e incontri sull’arte e il suo mercato.

Sembra che le case d’asta non risentano di alcuna crisi economica. Quali sono i margini reali di ritorno su un investimento in opere d’arte?

Per quanto riguarda il nostro punto di osservazione non possiamo parlare di nessuna crisi del mercato dell’arte: nel 2011 abbiamo registrato una crescita pari al 27%, ovvero più che nel 2010, anno in cui la crescita era stata del 24%.
Questo accade senz’altro anche in ragione della crisi, non solo a dispetto di essa: l’arte è sempre di più vista come un bene rifugio, un investimento alternativo. Tuttavia, quantificare a priori i margini di un ritorno è abbastanza difficile, in quanto nell’acquisto d’arte si mescolano sempre motivazioni diverse, emozionali, affettive, anche di status, non solo di natura meramente economica.

Qual è oggi il ruolo delle case d’asta nel sistema dell’arte?

Le case d’asta oggi sono senza dubbio una referenza primaria in termini di prezzo e di domanda del mercato. Negli ultimi anni, soprattutto, sono le case d’asta più che le gallerie ad avere una funzione importante nella determinazione del prezzo degli artisti. E’ una conseguenza naturale del loro essere il punto di incontro privilegiato tra domanda e offerta.

Lei è un’esperta di arte moderna, quale acquisto mi consiglierebbe?

Il mio consiglio per un acquisto d’arte, che si tratti di un’opera antica o contemporanea, di un oggetto, di una scultura o di un pezzo di design, è sempre di lasciare che sia il cuore a scegliere: bisogna comprare ciò che ci regala un’emozione, cioè qualcosa che oltre a piacerci tocca qualcosa della nostra sensibilità. Anche se poi non esponiamo l’opera in casa o non l’abbiamo tutti i giorni davanti agli occhi, deve sempre esserci una relazione diretta, una ragione intima che ci collega all’opera. Considerare il lavoro di un artista come puro oggetto di un investimento è un errore che presto o tardi toccherà sicuramente ammettere.

Milano, nel suo complesso, crede sia competitiva a livello europeo nella programmazione culturale e artistica in particolare?

Da qualche anno Milano ha rimesso in moto una certa vitalità. L’apertura del Museo del Novecento nel cuore della città, i progetti di nuove realtà dedicate al contemporaneo, la stessa mostra di Marina Abramovich in corso al Pac in questi giorni, sono tutti segnali che lasciano intendere che forse una volontà politica, istituzionale, si sta affiancando al grande dinamismo mostrato – per il contemporaneo – dalle gallerie e dalle fondazioni private.

Chi è l’acquirente medio di opere d’arte?

L’acquirente medio.. è totalmente variabile: ogni specialità ha la propria tipologia di clientela, nuova e appassionata. Quello che possiamo constatare è che - soprattutto grazie a settori come l’arte contemporanea e il design – c’è una nuova clientela giovane, che sempre di più si sta aprendo all’acquisto in arte.

L’artista italiano più venduto da Artcurial?

Come artista contemporaneo: Marcello Lo Giudice, proposto tra l’altro da me qualche anno fa. Tra i nomi più storicizzati, invece, Alighiero Boetti in questo momento è davvero una star.

Quello più apprezzato dal collezionismo francese?

Lucio Fontana, senza dubbio.

Cosa la affascina del suo lavoro?

Oltre alla felicità di sapere ogni giorno che faccio ciò per cui mi sono preparata, senz’altro l’aspetto magico del mio lavoro risiede nella possibilità di imparare qualcosa ogni giorno, di vivere l’arte a contatto con le persone e di poter “toccare” le opere d’arte, tenerle in mano, girarle, rigirarle, per scrutarne tutti i segreti e viverne le vibrazioni.

L’eclettismo di Artcurial è evidente dalla sua quantità di dipartimenti, vista l’importanza che l’high tech ha per l’umanità, perchè non dar vita ad un dipartimento specializzato?

Nelle aste dedicate all’universo maschile, denominate “Histoire d’Homme”, che si tengono due volte l’anno, hanno già fatto la loro comparsa oggetti del mondo high-tech. Per esempio, nell’ultima sessione di aste, abbiamo proposto un particolarissimo oggetto prodotto da Leika: una sorta di elicotterino per la macchina fotografica, pilotabile con un telecomando.

Lei è attratta dal “possesso della bellezza”?

Assolutamente sì. Sono collezionista anch’io, dall’età di 18 anni, e tutto quello che guadagno è speso in arte. Con alcuni amici ho anche fondato un gruppo, Young Collectors, con il quale organizziamo studio visit e approfondimenti vari, utili a conoscere gli artisti e le loro opere.

Il suo oggetto feticcio?

Molto italiano: un cornetto rosso che tengo nel portafoglio.

Che libro sta leggendo?

Oltre a leggere mi piace moltissimo anche rileggere. In questo momento sto rileggendo un libro che amo moltissimo, "Il Profumo" di Patrick Süskind.

La sua play list?

E’ molto varia, spazia veramente dalla classica al rock. Tra i miei preferiti in questo momento: Keith Jarrett, Johnny Holiday, Michel Petrucciani, ma anche il rock di Alice in Chains e l’opera lirica, dai grandi compositori italiani alla Carmen di Bizet.

La prima cosa che fa appena sveglia?

Cerco subito un caffè e poi i giornali.

Cosa la emoziona particolarmente?

A costo di sembrare ripetitiva: l’arte.. mi continua a capitare di fronte a opere d’arte, che siano grandi capolavori piuttosto che cose meno conosciute, di commuovermi intensamente. E poi gli animali. Ho sempre vissuto con gli animali. Per molti anni è stato con me Gullit, un merlo indiano che parlava con la mia voce.. e oggi invece ho tre pesciolini: Gilbert, rosso, Ai Weiwei, giallo che condividono la vasca con Marcel, il pesce spazzino che come Duchamp fa piazza pulita di ogni cosa per poter ricominciare daccapo.

 

Lo Spazio Vhernier (Milano) è la location usata per il servizio fotografico di questa intervista realizzato appositamente per Andy da CARLA SEDINI.

 

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Intervista: Vincenzo Violi
Soggetto: Gioia Sardagna Ferrari
Luogo: Milano
Foto: Carla Sedini
Web: www.artcurial.com

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